top of page

Domus de janas 61esimo sito italiano nella lista del patrimonio mondiale

  • ufficiostampa07
  • 21 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 23 lug

Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Parigi nella sua 47° sessione, ha deciso l’iscrizione delle “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas”, riconoscendo l’Eccezionale Valore Universale delle “domus de janas” o “case delle fate”, tombe scavate nella roccia che testimoniano le pratiche funerarie, le credenze religiose e l’evoluzione sociale delle comunità neolitiche sarde. Caratterizzate da articolati sistemi planimetrici e decorazioni simboliche, rappresentano la più estesa manifestazione di architettura funeraria ipogea del Mediterraneo occidentale.


Il sito seriale è formato da una serie di componenti individuate su tutta l’area dell’isola, in particolare nella parte centro-settentrionale, spesso raggruppate in necropoli verosimilmente associate a insediamenti e villaggi oltre che a luoghi di culto.


L’origine di queste tombe preistoriche a camera della Sardegna risale al Neolitico Medio I (V millennio a.C.). Studi recenti hanno dimostrato il loro utilizzo e la continua escavazione durante i periodi successivi, fino all’alba della civiltà nuragica, includendo il riutilizzo o la ristrutturazione di tombe preesistenti.


La candidatura, promossa dall’Associazione CeSIM Sardegna e dalla Rete dei Comuni delle domus de janas, con il Comune di Alghero come capofila, si basa sul criterio III della Convenzione del 1972 e fa riferimento alla testimonianza unica ed eccezionale di una tradizione culturale scomparsa, legata al culto dei morti e alle credenze sull’aldilà sviluppate dalle comunità preistoriche dell’isola tra il V e il III millennio a.C. Attraverso la varietà architettonica, la complessità decorativa e l’evoluzione planimetrica vengono documentati da queste tombe ipogee — come nessun altro sito nel Mediterraneo — l’organizzazione sociale, i rituali e la concezione spirituale delle più antiche comunità insediate sull’isola, mostrando al tempo stesso continuità e trasformazioni culturali fino all’inizio dell’Età del Bronzo.


Il percorso di candidatura, coordinato dall'Ufficio Unesco del Ministero della Cultura, con la collaborazione degli Uffici territoriali (Segretariato regionale,  Soprintendenze di Cagliari e Sassari, Direzione regionale Musei), ha coinvolto un ampio numero di soggetti sul territorio, tra cui i Comuni.  La Regione Sardegna ha sostenuto la candidatura anche per l'aspetto finanziario.


Il risultato è stato conseguito grazie all’azione sinergica del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco.


Il successo della candidatura rappresenta l’ennesima conferma dell’ apprezzamento dell’Organizzazione Internazionale per il lavoro svolto dal governo italiano per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale della nazione.

 
 
 

© Copyright 2021 CODICI CULTURA. All rights reserved.

bottom of page